Liceo Scientifico Statale "Galileo Galilei" di Pescara

Il progetto è curato dagli alunni del biennio

Collabora il prof. Vincenzo Esposito

Libia, protesta raggiunge Tripoli, repressione violenta

TRIPOLI (Reuters) - Il leader libico Muammar Gheddafi combatterà la rivolta popolare in atto fino "all'ultimo uomo", ha detto oggi uno dei suoi figli mentre il popolo nella capitale Tripoli si è unito alle proteste per la prima volta dopo giorni di disordini nella città orientale di Bengasi.
I manifestanti antigovernativi hanno sfilato per le strade di Tripoli, leader tribali hanno parlato contro Gheddafi mentre unità dell'esercito hanno disertato e si sono unite all'opposizione. Il paese nordafricano, esportatore di petrolio, è alle prese con una delle più sanguinose rivolte che ha scosso il mondo arabo.
L'ambasciatore della Libia in India ha detto alla Bbc di volersi dimettere per protesta nei confronti della repressione violenta costata finora la vita a oltre 200 persone.
Intanto stamattina è andata a fuoco la sede di Tripoli del Congresso generale del Popolo, cioè il parlamento libico, riferisce un reporter Reuters, anche se la città appariva calma, con scarsa presenza di polizia. Dopo le proteste di ieri sera, piazza Verde è stata invasa dai sostenitori di Gheddafi, rimasti a manifestare fino alle 4 di mattina (le 5 in Italia), ha detto un residente
Invece Bengasi, la città da cui è partita la rivolta, sarebbe nelle mani dei contestatori, secondo quanto riferito da alcuni abitanti.
Saif al-Islam Gheddafi, uno dei figli del leader, è apparso sulla tv nazionale nel tentativo di minacciare e al tempo stesso calmare il popolo, dicendo che l'esercito imporrà la sicurezza a qualunque costo.
"Il nostro spirito è alto e il leader Muammar Gheddafi sta guidando la battaglia a Tripoli e siamo con lui come lo è l'esercito libico", ha detto. "Continueremo a combattere fino all'ultimo uomo, persino all'ultima donna... Non lasceremo la Libia agli italiani o ai turchi".
Saif al-Islam Gheddafi ha poi accusato gli esuli libici di fomentare le violenze. Ma ha anche promesso dialogo sulle riforme e l'aumento dei salari.
                                                                                                                 Commenta

1 commento:

  1. In questi giorni l'argomento che le reti italiane stanno trasmettendo maggiormente è la notizia della guerra civile che la Libia(primo esportatore dell'Italia del petrolio)sta attraversando in questo periodo.
    Giustamente il popolo libico sta attuando questa rivolta contro il governo,dopo 42 anni sotto il dominio del colonello Ghedaffi.
    Se devo esprimere il mio giudizio a riguardo, dato che sono albanese e quindi come sappiamo tutti l'Albania è stata sotto dittatura comunista per 45 anni di Enver Hoxha,io penso che il governo di ghedaffi bisogna arrendersi ad un popolo libico che in questo momento non accetta essi ed a un popolo libico che certamente in questo momento è più forte ed ben armato.

    RispondiElimina